La notte in cui i gatti recitarono a Sora

by Marco on feb.13, 2011, under Valneve e dintorni


Locandina spettacolo Universitas

C’è voluto un po’, ma eccomi, rimaterializzato nella realtà, dopo il sabato trascorso a Valneve. Qualcuno a dire il vero giura di avermi visto a Sora, ma io l’atmosfera di Valneve ce l’ho ancora troppo fresca per potermi persuadere di essere stato da un’altra parte.

Però, chi lo sa le cose che possono succedere a Valneve? Potrebbe essere perfino che in seguito a una frattura dello spazio-tempo, l’intero paese, Alpi comprese, si sia momentaneamente spostato a Sora. Ecco, deve essere stato così che mi sono ritrovato contemporaneamente in entrambi i posti.

Capita così che uno strano gatto dalla voce suadente e armoniosa abbia dato spettacolo parlando davanti a un’intera platea, e che io in seguito abbia dovuto spiegare agli increduli spettatori dove sia ubicata solitamente Valneve. Cose dell’altro mondo, altro che extraterrestri.

Capita inoltre di imbattersi in persone fantastiche, estranei per lo più, che per una giornata hanno accolto Valneve e i suoi personaggi, trattandoli come se fossero stati a Sora da sempre. E così li ho visti trattenere il fiato davanti a Michela e Dario, e sorridere di fronte al ragazzo che flirta con la giovane aliena dal sedere tondo tondo.

Insomma, un sabato di quelli che difficilmente si scordano. Per il quale non posso far altro che ringraziare Attilio (nonostante la sua giacca pestilenziale), Anna (carramba che sorpresa), Roberto, che per una sera ha accettato di farsi possedere dal gatto di cui si parlava sopra, e Gianpaolo, fondamentale con la sua pianola. Ma anche Massimo, con quelle cose appetitose che ci ha fatto mangiare e di cui già mi sono scordato il nome, Antonella, Rita (coraggio, ora sappiamo tutt quant’è dura stare vicini alla giacca di Attilio) e Sofia, la più brava di tutti a indovinare le domande. Sì, sì, le domande, mica le risposte, ché a Valneve gira tutto al contrario. E poi tutto il pubblico, calorosissimo e curioso.

Va be’, ma ora basta con i sentamentalismi, eh… E poi chi lo sa, magari l’avventura ricomincia. Che a Valneve, sai mai cosa può accadere.

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